Torniamo a mostrarvi le immagini dei lavori di riqualificazione dell’Interfaccia porto-città.
Progetto ambizioso portato avanti dall’autorità di sistema portuale del mare di sicilia occidentale e che prevede nel primo lotto la realizzazione di:
- Sezione 2 (con il relativo periscopio 2, box 1, porzione di giardini, scalinate esterne di risalita e porzione di preaccumulo)
- Interfaccia 3 e 4 (con il relativo periscopio 3, box 2, porzione di giardini, scalinate esterne di risalita e porzione di preaccumulo)
- Sezione 5, 6 e 7 (con i relativi periscopi 4 e 5, box 3 e 4, porzione di giardini, scalinate esterne di risalita e porzione di preaccumulo)
- Passerella stazione marittima (con il relativo periscopio 7)
L’intero intervento si estende su una superficie di circa 30.500.mq ed è compreso tra varco Amari, in prossimità di Via Ammiraglio Gravina e l’uscita della futura fermata dell’anello ferroviario in prossimità di Via dello Speziale

Dalle foto emerge che si sta lavorando al periscopio 2 e rimane da completare strutturalmente il box 1.
Risultano completi invece rispettivamente i box 4 e 3 con scale e periscopi.
Non è ancora stata definita una vera e proprio data di fine lavori, anche se la scadenza che inizialmente prevedeva il termine dei lavori entro fine 2025, slitterà sicuramente a metà 2026.
Non ci resta che aspettare e monitorare i vari lavori per capire se le tempistiche potranno essere rispettate o meno.
Ringraziamo Jack per le foto

un susseguirsi di box di metallo di tipo industriale.
AUTORITA’ PORTUALE : VINCE LA VECCHIA POLITICA
Fino a questa estate il Presidente della Regione sosteneva che, per il dopo Monti alla guida dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale, serviva una figura di “alto profilo e grande e comprovata esperienza” professionale:
“La politica deve stare lontana da queste scelte che guardano il futuro del territorio. Occorre scegliere il meglio e non gente con le tessere di partito”.
Per questo il presidente della Regione aveva negato l’intesa sul nome dell’ avvocata Annalisa Tardino perchè non corrispondevano a questo principio.
Poi c’ era la questione dei titoli posseduti.
Per le norme procedurali la persona scelta doveva possedere una “comprovata qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”. Con una sentenza riguardante la nomina proprio di un presidente di Autorità Portuale, nello specifico quello di Cagliari, il Consiglio di Stato aveva chiarito in maniera inequivocabile l’importanza di questo passaggio.
La sentenza aveva infatti precisato che “non bastano titoli teorici o accademici se non accompagnati da esperienze pratiche e concrete in materia di portualità, navigazione, concessioni demaniali e infrastrutture logistiche”.
Una linea interpretativa che privilegia il merito, la competenza tecnica e l’effettiva esperienza nel settore, mettendo in secondo piano le competenze meramente accademiche, le appartenenze politiche e i percorsi istituzionali.
Il curriculum della dott.ssa Tardino, certamente ricca di appartenenze politiche e di cariche istituzionali, però non brillava per competenze nel settore dell’economia dei trasporti e portuale, come esplicitamente richiesto dallo stesso Ministero .
Come se non bastasse ,inoltre, sulla nomina della Tardino, pendeva, come una spada di Damocle, il rischio di “inconferibilità dell’incarico”.
Secondo la norma nessun candidato può essere nominato se non trascorrono almeno due anni dalla fine dell’ ultimo incarico politico o partitico ricoperto: per l’ avvocata Tadino, già europarlamentare della Lega nel periodo 2019-2024 ma rimasta disoccupata a seguito della mancata rielezione, la decadenza dall’ ultimo incarico politico era però inferiore ai due anni
Per tale motivo il presidente della Regione aveva fatto ricorso al TAR, con ottime possibilità che il tribunale amministrativo dichiarasse illegittima la nomina dell’ avvocata leghista .
Invece…….
Ieri, giorno dell’udienza di merito presso il tribunale amministrativo, il pool di legali che assiste la Regione Siciliana ha chiesto un rinvio a tempo….indeterminato, segno che i rapporti tra le parti si sono rasserenati
Tutto fa pensare che lo scontro sulla nomina di Annalisa Tardino, che vedeva contrapposti il presidente Renato Schifani e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, è finito a…..taralluci e vino
A quanto sembra , in pochi mesi, la presidente Tardino è diventata miracolosamente “ esperta nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” e inoltre tutte le perplessità sulla legittimità dell’ incarico sono evaporate come neve al sole.
COMPLIMENTI!!!!